| Aspettando la decisione del Casms: figli di un dio minore? |
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| Scritto da Luigi Carbone |
| Lunedì 08 Febbraio 2010 14:31 |
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Non c'è da usare nessuna campanilistica difesa ad oltranza: tra i nostri supporters c'è una frangia che è tra le più violente di Italia. Ieri sette feriti, dieci arresti: nemmeno il divieto di trasferte per l'intero campionato scorso è servito da lezione. Il problema, però, nasce allorquando la reputazione, giusta o meno, diviene elemento per derogare al principio sacrosanto di uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge: se pugno duro c'è da usare, lo si faccia nei riguardi di tutti i trasgressori. Se a creare problemi sono i "soliti napoletani" la reazione dello Stato è sempre più dura: ieri a Firenze si sono verificati tafferugli ma non fa notizia perché tutto sommato è una eccezione alla millenaria tradizione di correttezza della civilissima Firenze e della capitolina Roma. Ora si attende l'esito della riunione del Casms, il comitato per l'analisi sulla sicurezza delle manifestazioni sportive: basterebbe la relazione del questore di Udine e l'ottimo lavoro delle forze dell'ordine per far rientrare tutto nella dimensione di un episodio isolato. Il verbale parla di sparuto gruppo di tifosi, quasi tutti identificati o identificabili. Si consegnino alla giustizia le pecore nere e si continui a permettere alla stragrande maggioranza di tifosi puliti di seguire la squadra sempre e comunque.
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